hai aggiunto

  in ordine

hai aggiunto

RAMIPRIL SANDOZ*28CPR 2,5MG

RAMIPRIL SANDOZ*28CPR 2,5MG

SANDOZ SpA
minsan: 037625504
Vai alla descrizione prodotto

 Buona Disponibilità

AVVERTENZE
La terapia con ACE-inibitori, come ramipril, o con AIIRA non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza,a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE-inibitore/AIIRA. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori/AIIRA deve essere interrotto immediatamente e, se necessario, deve essere istituita una terapia alternativa. I pazienti con iperattivazione del RAAS sono a rischio di un calo acuto e pronunciato della pressione arteriosa e di un deterioramento della funzionalita' renale dovuto all'ACE-inibizione, specialmente quando l'ACE-inibitore o un diuretico concomitante vengono somministrati per la prima volta o all'atto del primo incremento di dosaggio. Deveessere prevista una significativa attivazione del RAAS ed e' necessaria una supervisione medica che includa il monitoraggio della pressione. In genere si raccomanda di correggere la disidratazione, l'ipovolemia o la deplezione di sali prima di iniziare il trattamento; tuttavia nei pazienti con insufficienza cardiaca tale azione correttiva deve essere attentamente valutata rispetto al rischio di un sovraccarico volumetrico. L'uso concomitante di ACE-inibitori, AIIRA o aliskiren aumentail rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalita' renale. Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato diACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non e' pertanto raccomandato. Se la terapia del duplice blocco e'considerata assolutamente necessaria, cio' deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalita' renale, degli elettroliti e della pressionesanguigna. Gli ACE-inibitori e gli AIIRA non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. In caso di insufficienza cardiaca transitoria o persistente dopo infarto miocardico, inpazienti a rischio di ischemia cardiaca o cerebrale, in caso di ipotensione acuta, la fase iniziale del trattamento richiede un'attenta supervisione medica. Se possibile, si raccomanda di interrompere il trattamento con gli ACE-inibitori, come ramipril, un giorno prima dell'intervento chirurgico. La funzionalita' renale deve essere valutata primae durante il trattamento e la dose deve essere aggiustata, in particolare nelle prime settimane di trattamento. Nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale si richiede un monitoraggio particolarmente attento. Esiste il rischio di un danneggiamento della funzionalita' renale, in particolare nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o dopo trapianto di rene. Sono stati segnalati casi di angioedema nei pazienti in trattamento con ACE-inibitori, incluso ramipril. Questo rischio puo' essere aumentato nei pazienti che assumono medicinali concomitanti quali mTOR inibitori, vildagliptin o racecadotril. Incaso di angioedema, il prodotto deve essere interrotto. Deve essere prontamente istituito un trattamento di emergenza. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimessi solo dopola completa risoluzione dei sintomi. Nei pazienti in terapia con ACE-inibitori, incluso ramipril, e' stato riportato angioedema intestinale. Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito). Durante la terapia con ACE-inibitori aumentano la probabilita' e la gravita' di reazioni anafilattiche o anafilattoidi in seguito a contatto con veleno di insetti o altri allergeni. Prima della desensibilizzazione deve essere presa in considerazione una temporanea sospensione di ramipril. In alcuni pazienti trattati con ACE-inibitori,incluso ramipril, e' stata osservata iperpotassiemia. I pazienti a rischio di iperpotassiemia includono i soggetti con insufficienza renale, quelli di eta' >70 anni, quelli con diabete mellito non controllatoo quelli che utilizzano sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o altri principi attivi che fanno aumentare il livello plasmatico del potassio, o che presentano disturbi quali disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica. Se l'uso concomitante di unadelle sostanze sopra menzionate e' ritenuto necessario, si raccomandadi effettuare un regolare monitoraggio del potassio sierico. In alcuni pazienti trattati con ramipril e' stata osservata la Sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico ADH (SIADH) e successiva iponatremia. Si raccomanda il regolare monitoraggio dei livelli sierici di sodio nei pazienti anziani e in altri pazienti a rischio di iponatriemia. Sono state osservate raramente neutropenia/agranulocitosi,cosi' come trombocitopenia e anemia, ed e' stata inoltre riportata depressione del midollo osseo. Si raccomanda di monitorare la conta deiglobuli bianchi per consentire l'individuazione di una possibile leucopenia. Si consiglia un monitoraggio piu' frequente nella fase inizialedel trattamento e nei pazienti con funzionalita' renale compromessa,nei pazienti con concomitanti patologie del collagene e in tutti quelli trattati con farmaci che possono causare alterazioni del quadro ematico. Gli ACE-inibitori causano una maggiore incidenza di angioedema nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Ramipril puo' essere menoefficace nell'abbassare la pressione nelle popolazioni nere rispetto aquelle non nere, probabilmente a causa di una maggiore prevalenza nelle popolazioni nere di ipertensione con basso livello di renina. Con l'uso di ACE-inibitori e' stata riportata tosse. Tipicamente la tosse e' non produttiva e persistente e si risolve con l'interruzione della terapia. La tosse indotta da ACE-inibitori deve essere considerata comeparte della diagnosi differenziale della tosse.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Agenti che agiscono sul sistema renina-angiotensina, ACE-inibitori semplici.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Conservare nellaconfezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo, a uno qualsiasi degli eccipientio ad altri ACE-inibitori. Anamnesi di angioedema (ereditario, idiopatico o dovuto ad angioedema pregresso con ACE-inibitori o AIIRA). Trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici caricate negativamente. Stenosi bilaterale significativa dell'arteria renale o stenosi unilaterale nei pazienti con un singolo rene funzionante. Secondo e terzo trimestre di gravidanza. Ramipril non deve essere usato nei pazienti con ipotensione o emodinamicamente instabili. L'usoconcomitante con medicinali contenenti aliskiren e' controindicato neipazienti affetti da diabete mellito o danno renale (GFR <60 ml/min/1.73 m^2).
DENOMINAZIONE
RAMIPRIL SANDOZ COMPRESSE
ECCIPIENTI
Cellulosa microcristallina, amido (di mais) pregelatinizzato, siliciodiossido precipitato, glicine cloridrato e glicerolo dibeenato. La formulazione da 2,5 mg contiene ferro ossido giallo (E172). La formulazione da 5 mg contiene ferro ossido rosso (E172) come coloranti.
EFFETTI INDESIDERATI
Frequenza reazioni avverse: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1000); moltoraro (<1/10.000); non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: eosinofilia; raro: diminuzione della conta dei globuli bianchi (incluse neutropenia o agranulocitosi), diminuzione della conta dei globuli rossi, diminuzione della concentrazione di emoglobina, diminuzione della conta delle piastrine; frequenza non nota: depressione del midollo osseo, pancitopenia, anemia emolitica. Disturbi del sistemaimmunitario. Frequenza non nota: reazioni anafilattiche o anafilattoidi, aumento degli anticorpi antinucleo. Patologie endocrine. Frequenzanon nota: sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico(SIADH). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: aumentodella potassiemia; non comune: anoressia, diminuzione dell’appetito;frequenza non nota: diminuzione dei livelli di sodio nel sangue. Patologie psichiatriche. Non comune: umore depresso, ansia, nervosismo, irrequietezza, disturbi del sonno tra cui sonnolenza; raro: stato confusionale; frequenza non nota: disturbi dell’attenzione. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; non comune: vertigini, parestesia, ageusia, disgeusia; raro: tremore, disturbi dell’equilibrio; frequenza non nota: ischemia cerebrale, inclusi ictus ischemico e attaccoischemico transitorio, compromissione delle capacità psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia. Patologie dell’occhio. Non comune: disturbi della vista, inclusa visione offuscata; raro: congiuntivite. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Raro: compromissione dell’udito,tinnito. Patologie cardiache. Non comune: ischemia miocardica, inclusi angina pectoris o infarto del miocardio, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico. Patologie vascolari. Comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, sincope; non comune: vampate; raro: stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculite; frequenza non nota: fenomeno di Raynaud. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tossesecca non produttiva, bronchite, sinusite, dispnea; non comune: broncospasmo, incluso aggravamento dell’asma, congestione nasale. Patologiegastrointestinali. Comune: infiammazione gastrointestinale, disturbidella digestione, disturbi addominali, dispepsia, diarrea, nausea, vomito pancreatite (con gli ACE-inibitori sono stati riportati molto eccezionalmente casi a esito fatale), aumento degli enzimi pancreatici, angioedema del piccolo intestino, dolore nella parte alta dell’addome inclusa gastrite, stipsi, secchezza della bocca; raro: glossite; frequenza non nota: stomatite aftosa. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina coniugata; raro: itterocolestatico, danno epatocellulare; frequenza non nota: insufficienzaepatica acuta, epatite colestatica o citolitica (con esito fatale in casi eccezionali).. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, in particolare maculo-papulare Non comune: angioedema; incasi molto eccezionali, l’ostruzione delle vie aeree dovuta all’angioedema può avere esito fatale; prurito, iperidrosi; raro: dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi; molto raro: reazioni da fotosensibilità; frequenza non nota: necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pemfigo, aggravamento della psoriasi, dermatite psoriasiforme, esantema o enantema pemfigoide o lichenoide, alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: spasmi muscolari, mialgia; non comune: artralgia. Patologie renali e urinarie. Non comune: danno renale, inclusa insufficienzarenale acuta, aumento della produzione di urine, peggioramento di proteinuria preesistente, aumento dell’azotemia, aumento della creatininemia. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza erettile transitoria, diminuzione della libido; frequenzanon nota: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: dolore toracico, affaticamento; non comune: piressia; raro: astenia. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
L'uso non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza ede' controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' in seguitoa esposizione ad ACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere esclusoun piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, ameno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapiacon un ACE-inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE-inibitori deve essere immediatamente interrotto e,se necessario, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione ad ACE-inibitori/Antagonisti del Recettore dell'Angiotensina II (AIIRA) durante il secondo e il terzo trimestre induce tossicita' fetale (ridotta funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia). Se dovesse verificarsi un'esposizione a un ACE-inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e delcranio. I neonati le cui madri hanno assunto ACE-inibitori devono essere attentamente osservati per quanto riguarda ipotensione, oliguria eiperpotassiemia. Poiche' le informazioni disponibili sull'uso di ramipril durante l'allattamento sono insufficienti, ramipril non e' raccomandato e durante l'allattamento e' preferibile ricorrere a trattamentialternativi con profilo di sicurezza consolidato, specialmente quandosi allatta un neonato o un nato pretermine.
INDICAZIONI
Trattamento dell'ipertensione. Trattamento delle patologie renali: nefropatia glomerulare diabetica incipiente, definita dalla presenza di microalbuminuria; nefropatia glomerulare diabetica manifesta, definitada macroproteinuria nei pazienti con almeno un fattore di rischio cardiovascolare; nefropatia glomerulare non diabetica manifesta, definitada macroproteinuria >=3g/die. Trattamento dell'insufficienza cardiacasintomatica. Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto: riduzione della mortalita' dopo la fase acuta dell'infarto miocardico neipazienti con segni clinici di insufficienza cardiaca quando iniziatooltre 48 ore dopo l'insorgenza dell'infarto miocardico acuto.
INTERAZIONI
I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco delRAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, AIIRA o aliskiren, e' associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalita' renale rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul RAAS. Combinazioni controindicate. I trattamenti extracorporei che portano il sangue a contatto con superfici a carica negativa, quali dialisi o emofiltrazione con membrane ad alto flusso (per esempio membrane poliacrilonitriliche) e l'aferesi delle lipoproteine a bassa densita' per mezzo di destran-solfato sono controindicati, a causa dell'aumento del rischio di gravi reazionianafilattoidi. Se questo tipo di trattamento e' necessario, deve essere considerato l'uso di differenti membrane per dialisi o di una diversa classe di antipertensivi. Sali di potassio, eparina, diuretici risparmiatori di potassio e altri principi attivi che aumentano i livelli plasmatici di potassio: potrebbe verificarsi iperpotassiemia, pertantoe' richiesto un attento monitoraggio dei livelli sierici di potassio.Trimetoprim e in combinazione a dose fissa con sulfametossazolo (Co-trimoxazolo): e' stata osservata un'aumentata incidenza di iperpotassemia nei pazienti che assumono ACE-inibitori e trimetoprim e in combinazione a dose fissa con sulfametossazolo (Co-trimoxazolo). Farmaci antipertensivi e altri farmaci con un potenziale effetto antipertensivo: sideve prevedere un possibile potenziamento del rischio di ipotensione.Vasopressori simpaticomimetici e altre sostanze che potrebbero ridurrel'effetto antipertensivo di ramipril: si raccomanda il monitoraggio della pressione arteriosa. Allopurinolo, immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide, citostatici e altre sostanze che possono alterareil quadro ematico: aumento del rischio di reazioni ematologiche. Salidi litio: l'escrezione di litio potrebbe essere ridotta dagli ACE-inibitori e la tossicita' del litio potrebbe pertanto aumentare. I livellisierici di litio devono essere monitorati. Antidiabetici, inclusa insulina: potrebbero verificarsi reazioni ipoglicemiche. Si raccomanda pertanto uno attento monitoraggio della glicemia. FANS e acido acetilsalicilico: deve essere prevista una possibile riduzione dell'effetto antipertensivo di ramipril. Inoltre, una terapia concomitante con ACE-inibitori e FANS potrebbe provocare un aumento del rischio di peggioramento della funzionalita' renale e un aumento della potassiemia. Inibitori di mTOR o inibitori DPP-IV: in pazienti che assumono medicinali concomitanti quali inibitori di mTOR o vildagliptin e' possibile un aumento del rischio di angioedema. Bisogna prestare cautela all' inizio della terapia. Racecadotril: E' stato riportato un potenziale aumento di rischio di angioedema dovuto ad un uso concomitante di ACE inibitori eNEP inibitori come racecadotril.
POSOLOGIA
Si raccomanda di assumere il prodotto ogni giorno alla stessa ora. Ilfarmaco puo' essere assunto prima, durante o dopo i pasti, poiche' l'assunzione di cibo non modifica la sua biodisponibilita'. Le compressedevono essere deglutite con del liquido e non devono essere masticatene' frantumate. Adulti. Pazienti in trattamento con un diuretico: dopol'inizio del trattamento con il prodotto potrebbe verificarsi ipotensione; questa e' piu' probabile nei pazienti trattati in concomitanza con un diuretico. Per questi pazienti si raccomanda pertanto cautela, poiche' potrebbero presentare una deplezione di volume e/o di sali. Sepossibile, il diuretico deve essere sospeso 2-3 giorni prima dell'inizio della terapia con il prodotto. Nei pazienti ipertesi nei quali il diuretico non e' stato sospeso la terapia con il prodotto deve essere iniziata con una dose di 1,25 mg. La funzionalita' renale e il potassiosierico devono essere monitorati. La dose successiva deve essere aggiustata in base al valore di pressione arteriosa desiderato. Ipertensione: la dose deve essere individualizzata sulla base del profilo del paziente e del controllo della pressione arteriosa. Il prodotto puo' essere usato in monoterapia o in combinazione con altre classi di farmaciantipertensivi. Dose iniziale: il trattamento deve essere instauratogradualmente, con una dose iniziale raccomandata di 2,5 mg al giorno.I pazienti con un RAAS fortemente attivato potrebbero sperimentare uncalo eccessivo della pressione arteriosa dopo l'assunzione della doseiniziale. In questi pazienti si raccomanda la somministrazione di unadose iniziale di 1,25 mg e l'inizio del trattamento deve avvenire sotto supervisione medica. Titolazione e dose di mantenimento: la dose puo' essere raddoppiata a intervalli di 2-4 settimane, in modo da raggiungere progressivamente il valore di pressione arteriosa desiderato; ladose massima e' di 10 mg al giorno. In genere la dose va somministratauna volta al giorno. Trattamento delle patologie renali. Pazienti condiabete e microalbuminuria: la dose iniziale raccomandata e' di 1,25mg una volta al giorno. Titolazione e dose di mantenimento: il dosaggio deve essere aumentato successivamente, in base alla tollerabilita' del principio attivo da parte del paziente. Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e, dopo altre due settimane, a 5 mg. Pazienti con diabete e almeno un fattore di rischio cardiovascolare: la dose iniziale raccomandata e' di 2,5 mg unavolta al giorno. Titolazione e dose di mantenimento: il dosaggio deveessere aumentato successivamente, in base alla tollerabilita' del principio attivo da parte del paziente. Si raccomanda di raddoppiare la dose singola giornaliera fino a 5 mg dopo una o due settimane e quindia 10 mg dopo altre due o tre settimane. La dose giornaliera target e'di 10 mg. Pazienti con nefropatia non diabetica, definita da macroproteinuria >= 3 g/die: la dose iniziale raccomandata e' di 1,25 mg una volta al giorno. Titolazione e dose di mantenimento: il dosaggio deve essere aumentato successivamente, in base alla tollerabilita' del principio attivo da parte del paziente. Si raccomanda di raddoppiare la dosesingola giornaliera a 2,5 mg dopo due settimane e quindi a 5 mg dopoaltre due settimane. Insufficienza cardiaca sintomatica: nei pazientistabilizzati su una terapia diuretica, la dose iniziale raccomandata e' di 1,25 mg al giorno. Titolazione e dose di mantenimento: il prodotto deve essere titolato mediante il raddoppio della dose ogni una o duesettimane, fino a una dose massima giornaliera di 10 mg. Sono preferibili due somministrazioni al giorno. Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto e in presenza di insufficienza cardiaca: dopo 48 ore dall'infarto del miocardio, nei pazienti clinicamente ed emodinamicamente stabili, la dose iniziale e' di 2,5 mg due volte al giorno pertre giorni. Se la dose iniziale di 2,5 mg non e' tollerata, deve essere somministrata una dose di 1,25 mg due volte al giorno per due giorniprima di aumentare a 2,5 mg e a 5 mg due volte al giorno. Se la dosenon puo' essere aumentata a 2,5 mg due volte al giorno il trattamentodeve essere interrotto. Titolazione e dose di mantenimento: la dose giornaliera va successivamente aumentata raddoppiandola a intervalli di1-3 giorni fino alla dose di mantenimento target, pari a 5 mg due volte al giorno. Quando possibile la dose di mantenimento va suddivisa indue somministrazioni al giorno. Se la dose non puo' essere aumentata a2,5 mg due volte al giorno, il trattamento deve essere interrotto. Non esiste ancora un'esperienza sufficiente nel trattamento di pazienticon insufficienza cardiaca grave (NYHA IV) subito dopo un infarto delmiocardio. Se si decide di trattare questi pazienti, si raccomanda diiniziare la terapia con una dose di 1,25 mg una volta al giorno e di prestare particolare attenzione all'atto di ogni incremento di dosaggio. Pazienti con funzionalita' renale compromessa: la dose giornaliera nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale deve esserebasata sulla clearance della creatinina: se >=60 ml/min, non e' necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die) e la dose massima giornaliera e' di 10 mg; se compresa tra 30 e 60 ml/min, non e' necessario aggiustare la dose iniziale (2,5 mg/die) e la dose massima giornalierae' di 5 mg; se compresa tra 10 e 30 ml/min, la dose iniziale e' di 1,25 mg/die e la dose massima giornaliera e' di 5 mg. Nei pazienti ipertesi in emodialisi ramipril e' scarsamente dializzabile; la dose iniziale e' di 1,25 mg/die e la dose massima giornaliera e' di 5 mg; il prodotto medicinale deve essere somministrato qualche ora dopo la sessionedi emodialisi. Pazienti con funzionalita' epatica compromessa: il trattamento deve essere iniziato solo sotto stretta supervisione medica ela dose massima giornaliera e' di 2,5 mg. Pazienti anziani: la dose iniziale deve essere piu' bassa e la successiva titolazione deve essereeffettuata in modo piu' graduale, a causa della maggiore probabilita'di effetti indesiderati, in particolare nei pazienti molto anziani o debilitati. Deve essere presa in considerazione una dose iniziale ridotta di ramipril, pari a 1,25 mg. Popolazione pediatrica: la sicurezza el'efficacia di ramipril nei bambini non sono ancora state stabilite.Uso orale.
PRINCIPI ATTIVI
Ramipril 2,5 mg, 5 mg, 10 mg.

  • Ritiro in Farmacia Spedizione Gratuita
    Servizio di spedizione non disponibile - Consegna evasa solo nell’area metropolitana di Cagliari

Form Contatti

inserisci i tuoi dati
inserisci la tua richiesta
compila captcha e informativa privacy