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RYTMONORM*30CPR RIV 300MG

RYTMONORM*30CPR RIV 300MG

TEVA ITALIA Srl
minsan: 024862029
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AVVERTENZE
E' essenziale valutare dal punto di vista elettrocardiografico e clinico ogni paziente cui venga somministrato propafenone cloridrato primae durante la terapia allo scopo di determinare se la risposta al propafenone cloridrato sia tale da giustificare un uso continuativo. Dopo somministrazione di propafenone puo' rivelarsi la Sindrome di Brugada oppure possono essere provocate alterazioni dell'elettrocardiogramma (ECG) simili al Brugada nei portatori precedentemente asintomatici dellasindrome. Una volta iniziata la terapia con propafenone deve essere eseguito un ECG per escludere alterazioni indicative della Sindrome diBrugada. Propafenone cloridrato puo' peggiorare la miastenia grave. Lafrequenza e la soglia di sensibilita' dei pace-makers possono subirealterazioni durante la terapia con propafenone. Percio' il funzionamento dei pace-maker dovra' essere opportunamente verificato durante la terapia e se necessario riprogrammato. Esiste un potenziale di conversione della fibrillazione atriale parossistica in flutter atriale con conseguente blocco della conduzione 2:1 o conduzione 1:1. Come con altrifarmaci antiaritmici di classe IC, nei pazienti affetti da cardiopatia strutturale significativa si possono piu' facilmente manifestare gravi eventi avversi, pertanto, propafenone cloridrato e' controindicatoin questi pazienti. In caso di pregresso infarto miocardico, l'uso delfarmaco deve essere limitato al trattamento delle aritmie ventricolari che mettono in pericolo la vita del paziente. In pazienti che presentano una alterata funzionalita' epatica o renale, puo' verificarsi accumulo di farmaco anche con la somministrazione di dosi terapeutiche dimedicinale. Tuttavia, sotto costante controllo elettrocardiografico,questi pazienti possono essere trattati con il prodotto a dosi ridotte. Propafenone cloridrato deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con ostruzione delle vie aeree (per es. asma) a causa dell'attivita' beta-bloccante. Somministrare con cautela in pazienti con broncopneumopatia ostruttiva poiche' l'attivita' beta-bloccante del propafenonepuo' aumentare le resistenze delle vie respiratorie. Durante infusionecontinua e' consigliato un monitoraggio accurato del tracciato elettrocardiografico e del valore della pressione arteriosa.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antiaritmici, classe IC.
CONSERVAZIONE
Compresse rivestite 150 mg e 300 mg: questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di conservazione. Capsule rigide a rilascio prolungato 325 mg e 425 mg: conservare il medicinale a temperatura inferiore ai 30 gradi C. Soluzione iniettabile per uso endovenoso 70 mg/20 ml: conservare il medicinale a temperatura compresa tra 15 gradi Ce 25 gradi C.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo (propafenone cloridrato), ad altre sostanze strettamente collegate dal punto di vista chimico o ad unoqualsiasi degli eccipienti elencati; sindrome di Brugada nota; insufficienza cardiaca manifesta; cardiopatia strutturale significativa come:episodio di infarto miocardico negli ultimi tre mesi, insufficienza cardiaca congestizia incontrollata in cui l'output (frazione di eiezione) del ventricolo sinistro e' minore del 35%, shock cardiogeno (ad eccezione di quello provocato da aritmia), grave bradicardia sintomatica,gravi disturbi preesistenti della conduzione dell'eccitamento a livello senoatriale, atrioventricolare ed intraventricolare, malattia del nodo del seno atriale (sindrome bradicardia-tachicardia), difetti di conduzione atriale, blocco atrioventricolare di secondo grado o di gradomaggiore o blocco di branca o blocco distale in assenza di un pacemaker artificiale, marcata ipotensione; disturbi manifesti del bilancio elettrolitico (ad es. disturbi del metabolismo del potassio); gravi pneumopatie ostruttive; miastenia grave; generalmente controindicato in gravidanza; controindicato durante l'allattamento; e' controindicata lasomministrazione contemporanea di propafenone cloridrato e ritonavir.
DENOMINAZIONE
RYTMONORM
ECCIPIENTI
Compresse rivestite 150 mg e 300 mg: amido pregelificato, copovidone,crospovidone, ipromellosa, macrogol 6000, magnesio stearato, sodio laurilsolfato, talco, titanio diossido. Capsule rigide a rilascio prolungato 325 mg e 425 mg: ipromellosa, magnesio stearato. Composizione della capsula: gelatina, ossido di ferro rosso (E 172), sodio laurilsolfato, titanio diossido (E 171). Soluzione iniettabile per uso endovenoso70 mg/20 ml: acqua per preparazioni iniettabili, glucosio.
EFFETTI INDESIDERATI
Le piu' frequenti e molto comuni reazioni avverse correlate alla terapia con propafenone sono: capogiri, disturbi della conduzione cardiacae palpitazioni. Il seguente elenco mostra le reazioni avverse che si sono verificate in almeno uno degli 885 pazienti trattati con propafenone cloridrato a rilascio prolungato in cinque studi di fase II e due studi di fase III. Per formulazioni di propafenone cloridrato a rilascio immediato si prevede che le reazioni avverse e la frequenza con cuisi manifestano siano simili. L'elenco include anche le reazioni avverse riportate nell'esperienza post-marketing. Le reazioni considerate almeno possibilmente correlate all'assunzione di propafenone cloridratosono descritte secondo la classificazione per sistemi e organi e per frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>=1/10), comune (da >=1/100 a <1/10), non comune (da >=1/1000 a <1/100) e non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: trombocitopenia; non nota: agranulocitosi, leucopenia, granulocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: ipersensibilita'. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: diminuzione dell'appetito. Disturbi psichiatrici. Comune: ansia, disturbi del sonno; non comune: incubi; non nota: stato confusionale. Patologie del sistema nervoso. Moltocomune: capogiro; comune: mal di testa, disgeusia (alterazione del gusto); non comune: sincope, atassia, parestesia; non nota: convulsioni,sintomi extrapiramidali, irrequietezza. Patologie dell'occhio. Comune:visione offuscata. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigine. Patologie cardiache. Molto comune: disturbi della conduzione cardiaca, palpitazioni; comune: bradicardia sinusale, bradicardia, tachicardia, flutter atriale; non comune: tachicardia ventricolare,aritmia; non nota: fibrillazione ventricolare, insufficienza cardiaca,frequenza cardiaca ridotta. Patologie vascolari. Non comune: ipotensione; non nota: ipotensione ortostatica. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: dispnea. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, vomito, nausea, diarrea, costipazione, secchezza delle fauci; non comune: distensione addominale, flatulenza; non nota: conati di vomito, disturbi gastrointestinali. Patologie epatobiliari. Comune: alterazione della funzionalita' epatica; non comune: dannoepatocellulare, colestasi, epatite, ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: orticaria, prurito, rash cutaneo,eritema. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: sindrome lupus-simile. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: disfunzione erettile; non nota: diminuzione del numero di spermatozoi. Patologie sistemiche e condizionirelative alla sede di somministrazione. Comune: dolore toracico, astenia, fatica, piressia. La segnalazione delle reazioni avverse sospetteche si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante,in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non esistono studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. Propafenone deve essere assunto in gravidanza solo se il potenzialebeneficio giustifica il potenziale rischio per il feto. E' noto che propafenone cloridrato sia in grado di superare la barriera placentarenell'uomo. La concentrazione del propafenone nel cordone ombelicale risulta essere circa il 30% di quella nel sangue materno. L'assunzione del prodotto durante la gravidanza deve essere effettuata nei casi di riconosciuta ed effettiva necessita'. Non vi sono studi riguardanti l'escrezione del propafenone nel latte materno. Dati limitati inducono aritenere che propafenone possa essere escreto nel latte materno. Propafenone deve essere usato con cautela nelle mamme che allattano. A causa dei potenziali gravi effetti indesiderati sul neonato, il medico dovrebbe decidere se fare interrompere l'allattamento o l'impiego del farmaco, considerando l'importanza di quest'ultimo per la madre.
INDICAZIONI
Compresse rivestite 150 mg e 300 mg e capsule rigide a rilascio prolungato 325 mg e 425 mg: prevenzione e trattamento di tachicardie e tachiaritmie ventricolari e sopraventricolari, compresa la sindrome di W.P.W., quando associate a sintomi disabilitanti. Soluzione iniettabile per uso endovenoso 70 mg/20 ml: rapido controllo o profilassi a breve termine di tachicardie e tachiaritmie ventricolari e sopraventricolari,compresa la sindrome di W.P.W., quando associate a sintomi disabilitanti.
INTERAZIONI
In caso di impiego contemporaneo di anestetici locali nonche' di altrifarmaci che determinano un effetto inibitorio sulla frequenza cardiaca e/o sulla contrattilita' del miocardio deve essere tenuta in considerazione la possibilita' di un potenziamento degli effetti collateralidel prodotto. Sono stati riscontrati aumenti dei livelli plasmatici diciclosporina, teofillina, desipramina, propranololo, metoprololo e digossina a seguito della somministrazione contemporanea di questi farmaci con propafenone. Le dosi di questi medicinali devono essere ridotte, secondo le esigenze, se si osservano segni di sovradosaggio. L'uso concomitante di propafenone e fenobarbitale e/o rifampicina (induttoridel CYP3A4) puo' ridurre l'efficacia antiaritmica del propafenone comerisultato della riduzione della concentrazione plasmatica di propafenone. Si richiede un attento monitoraggio della risposta alla terapia con propafenone durante la co- somministrazione cronica con fenobarbital e/o rifampicina. Gli anticoagulanti orali possono interagire con propafenone, con conseguente potenziamento dell'effetto anticoagulante. Si raccomanda quindi di controllare accuratamente i parametri della coagulazione di quei pazienti trattati contemporaneamente con anticoagulanti orali e propafenone poiche' quest'ultimo puo' potenziare l'efficacia di tali farmaci causando un aumento del tempo di protrombina. Le dosi di questi medicinali devono essere modificate, se necessario. Farmaci che inibiscono CYP2D6, CYP1A2 e CYP3A4 come chetoconazolo, cimetidina, chinidina, eritromicina e succo di pompelmo possono causare un incremento dei livelli di propafenone. Quando propafenone viene somministrato con inibitori di questi enzimi, i pazienti devono essere attentamente monitorati e la dose modificata di conseguenza. La co-somministrazione del propafenone con farmaci metabolizzati dal CYP2D6 (come la venlafaxina) puo' causare un aumento dei livelli di questi farmaci. Il propafenone e' controindicato in co- somministrazione con ritonavir peril potenziale aumento delle concentrazioni plasmatiche del propafenone. La terapia di combinazione di amiodarone e propafenone puo' avere effetti sulla conduzione e sulla ripolarizzazione cardiaca e condurre ad anomalie potenzialmente proaritmiche. Possono essere richiesti degliaggiustamenti posologici per entrambi i composti sulla base della risposta terapeutica. L'uso concomitante del propafenone e della lidocaina non ha evidenziato effetti significativi sulla farmacocinetica. Tuttavia, e' stato riportato che la co-somministrazione del propafenone edella lidocaina endovena aumenta il rischio di reazioni avverse associate alla lidocaina sul sistema nervoso centrale. Si possono presentarelivelli plasmatici elevati di propafenone quando viene somministratoin concomitanza con SSRI, come la fluoxetina e la paroxetina. La somministrazione contemporanea di propafenone cloridrato e fluoxetina nei metabolizzatori estensivi incrementa i valori di C max e AUC del S-propafenone del 39% e 50% e di C max ed AUC del R- propafenone del 71% e 50% rispettivamente. Basse dosi di propafenone possono essere sufficienti per provocare la risposta terapeutica desiderata. Popolazione pediatrica: sono stati effettuati studi d'interazione solo negli adulti. Non e' noto se l'entita' delle interazioni nell'eta' pediatrica e' simile a quella negli adulti.
POSOLOGIA
>>Compresse rivestite. La dose deve essere adattata alle esigenze individuali dei pazienti. Adulti: per il trattamento iniziale e quello dimantenimento, la dose giornaliera consigliata e' di 450-600 mg (una compressa da 150 mg tre volte al giorno o una compressa da 300 mg due volte al giorno). Occasionalmente puo' essere necessario un aumento della dose giornaliera fino a 900 mg (una compressa da 300 mg o due compresse da 150 mg tre volte al giorno). Questa dose giornaliera puo' essere superata solamente in casi eccezionali sotto stretto controllo cardiologico. Questi dosaggi si riferiscono a pazienti con peso corporeo dicirca 70 kg. Le dosi giornaliere dovranno essere ridotte proporzionalmente per pazienti con peso corporeo inferiore. Non devono essere effettuati aumenti di dosaggio fino a che il paziente non abbia assunto iltrattamento per 3 - 4 giorni. Nei pazienti che presentano un allargamento significativo del complesso QRS o un blocco AV di secondo o terzogrado, deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio. La dose individuale di mantenimento deve essere determinata sotto controllo specialistico cardiologico comprendente il monitoraggio dell'ECG e ripetuti controlli della pressione (fase di titolazione). Anziani: complessivamente non sono state osservate differenze in termini di sicurezza o di efficacia. Tuttavia non puo' essere esclusa una maggioresensibilita' di alcuni soggetti piu' anziani, pertanto, questi pazienti devono essere attentamente monitorati. Il trattamento deve essere iniziato gradualmente e con particolare cautela in piccole dosi incrementali. Lo stesso vale per la terapia di mantenimento. Qualsiasi aumento di dosaggio, che potrebbe essere richiesto, deve essere iniziato dopo almeno 5 - 8 giorni di trattamento. Insufficienza epatica/renale Neipazienti con compromissione della funzionalita' epatica e/o renale, si potrebbe verificare un accumulo di farmaco dopo somministrazione didosi terapeutiche standard. Tuttavia in pazienti in queste condizionila dose di propafenone cloridrato puo' essere ulteriormente titolata sotto controllo dell'ECG e monitorando il livelli plasmatici. Modo di somministrazione: per via del loro sapore amaro e per via dell'effettoanestetizzante locale del propafenone, le compresse devono essere deglutite intere (senza essere masticate) con un sorso di liquido. >>Capsule rigide a rilascio prolungato. Adulti: la dose di propafenone a rilascio prolungato deve essere titolata individualmente sulla base dellarisposta e della tollerabilita'. Per il trattamento iniziale e quellodi mantenimento, la dose giornaliera consigliata e' di 650 mg (una capsula a rilascio prolungato di 325 mg due volte al giorno). Se e' necessario un effetto terapeutico aggiuntivo, la dose di propafenone cloridrato (capsule a rilascio prolungato) puo' essere aumentata a 425 mg somministrati ogni dodici ore, dopo almeno 5 giorni. La dose individualedi mantenimento dovra' essere determinata sotto controllo specialistico cardiologico comprendente ripetute valutazioni elettrocardiografiche e rilievi della pressione arteriosa (fase di aggiustamento posologico). Se la durata dell'intervallo QRS e' prolungata o l'intervallo QT corretto per la frequenza e' prolungato di oltre il 20%, la dose dovra'essere ridotta o sospesa fino alla normalizzazione del tracciato elettrocardiografico. Nei pazienti con blocco AV di secondo o terzo grado,deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio. Insufficienza epatica: propafenone cloridrato a rilascio prolungato viene estesamente metabolizzato attraverso un'ossidasi epatica saturabile. Acausa dell'aumentata biodisponibilita' ed emivita di eliminazione delpropafenone cloridrato, potrebbe essere necessaria una riduzione delladose raccomandata. Insufficienza renale: l'eliminazione del metabolita principale del propafenone cloridrato a rilascio prolungato e' influenzata dall'insufficienza renale, pertanto propafenone cloridrato deveessere somministrato con cautela. Anziani: complessivamente non sonostate osservate differenze in termini di sicurezza o di efficacia trai pazienti anziani. Tuttavia non puo' essere esclusa una maggiore sensibilita' di alcuni soggetti piu' anziani e pertanto, questi pazienti devono essere attentamente monitorati. La titolazione della dose in questi pazienti deve essere effettuata con particolare cautela. In pazienti anziani o in pazienti con gravi danni miocardici, cosi' come per altri farmaci antiaritmici, la dose dovra' essere aumentata gradualmenteeffettuando uno speciale controllo durante la fase iniziale del trattamento. Popolazione pediatrica: propafenone cloridrato a rilascio prolungato non e' stato studiato nei bambini e negli adolescenti. Modo disomministrazione: le capsule devono essere deglutite intere con un sorso di liquido. Non schiacciare ne' dividere ulteriormente il contenutodelle capsule. Soluzione iniettabile per uso endovenoso: il dosaggiodeve essere personalizzato e determinato sotto controllo dell'ECG e monitorando la pressione sanguigna. Quando si somministrano soluzioni per infusione, e' necessario un accurato monitoraggio dell'ECG (intervallo QRS, PR e QTc) e dei parametri circolatori. La somministrazione intravenosa in dose singola e' di 1 mg/kg di peso corporeo (corrispondente ad una fiala di 20 ml in pazienti di peso corporeo di 70 kg). Spessol'effetto terapeutico desiderato puo' gia' essere raggiunto con una dose di 0,5 mg/kg di peso corporeo (corrispondenti a 10 ml di soluzione). Se necessario, la dose singola puo' essere aumentata a 2 mg/kg di peso corporeo (corrispondenti a 40 ml di soluzione). Iniziare il trattamento con la piu' bassa dose possibile, tenendo il paziente sotto attenta osservazione e stretto controllo elettrocardiografico e pressorio.Insufficienza renale: somministrare propafenone cloridrato con cautela nei pazienti affetti da insufficienza renale. Insufficienza epatica:adeguare il dosaggio ai pazienti affetti da insufficienza epatica. Modo di somministrazione: l'iniezione intravenosa lenta deve essere somministrata entro un periodo di 3-5 minuti. L'intervallo tra due iniezioni non deve essere inferiore a 90- 120 minuti. Se l'intervallo QRS risultasse prolungato o se si osservasse un allungamento dell'intervalloQT corretto per la frequenza di oltre il 20%, la somministrazione deveessere sospesa immediatamente. Infusione di breve durata Per infusione di breve durata (1-3 ore) la velocita' di infusione e' di 0,5-1 mg/min del farmaco soluzione iniettabile. Infusione lenta endovenosa: la massima dose giornaliera e' generalmente di 560 mg (corrispondenti a 160 ml di soluzione). Per la preparazione dell'infusione deve essere utilizzata una soluzione di glucosio o fruttosio al 5%. A causa del potenziale di precipitazione, la soluzione fisiologica non e' adatta alla preparazione della soluzione per infusione.
PRINCIPI ATTIVI
Propafenone cloridrato.

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