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RIVOTRIL*20CPR 2MG

RIVOTRIL*20CPR 2MG

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AVVERTENZE
Durante il trattamento con clonazepam puo' verificarsi una perdita diefficacia. Le benzodiazepine contribuiscono nel precipitare episodi diencefalopatia epatica nella compromissione epatica severa. Cautela sesi somministra il farmaco a pazienti con compromissione epatica di grado da lieve a moderato. Cautela nei pazienti con atassia. Le benzodiazepine non sono indicate per il trattamento primario della malattia psicotica. Riportati ideazione e comportamento suicidari: monitorare qualora si presentino e considerare un trattamento appropriato. Mantenereosservati i pazienti con una storia di depressione o di tentato suicidio. Particolare attenzione a pazienti affetti da miastenia grave. Sipossono verificare reazioni paradosse (piu' facilmente nei bambini e negli anziani), come irrequietezza, agitazione, irritabilita', aggressivita', ansia, delirio, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, comportamenti inappropriati ed altri effetti negativi sul comportamento. Sesi verificano, interrompere l'uso. Il rischio dei sintomi da interruzione aumenta quando le benzodiazepine sono usate con sedativi giornalieri. Per la possibile depressione respiratoria, prudenza in pazienti con malattie respiratorie croniche. Aggiustare individualmente la dose nei pazienti con preesistente malattia dell'apparato respiratorio o delfegato e in pazienti con altri farmaci ad azione centrale. Gli effetti sull'apparato respiratorio possono essere aggravati da una preesistente ostruzione delle vie aeree o da un danno celebrale o se somministrati altri farmaci in grado di deprimere la respirazione. Di regola, sipuo' evitare questo effetto con un aggiustamento individuale. Aggiustare individualmente la dose nei pazienti sottoposti a trattamento conaltri farmaci ad azione centrale o agenti anti-convulsivanti. In soggetti che presentano varie forme di convulsioni, il farmaco puo' aumentare l'incidenza o indurre la comparsa di crisi tonico-cloniche generalizzate. Puo' rendersi necessaria l'aggiunta di anticonvulsivanti adeguati oppure l'aumento di dosaggio degli stessi. L'uso concomitante di acido valproico e Rivotril puo' produrre stato di assenza. Soggetti predisposti, se trattati a dosi elevate e per periodi prolungati, possonopresentare dipendenza. Nei pazienti epilettici non interrompere improvvisamente perche' puo' precipitare la malattia epilettica. Ridurre o interrompere gradualmente. In tali casi usare una combinazione con altri farmaci antiepilettici. In alcune forme di epilessia e' possibile unaumento della frequenza delle convulsioni nel trattamento a lungo termine. Ai pazienti epilettici non e' permesso guidare. Ogni aumento deldosaggio o cambiamento dei tempi di assunzione possono modificare lereazioni dei pazienti in funzione della suscettibilita' individuale. Si puo' sviluppare dipendenza fisica e psicologica. Il trattamento prolungato o ad alta dose, puo' condurre a disturbi reversibili quali disartria, ridotta coordinazione dei movimenti, disturbi dell'andatura, nistagmo e visione doppia. Sviluppata la dipendenza fisica, sintomi da astinenza accompagneranno il termine brusco del trattamento. Durante iltrattamento a lungo termine, i sintomi d'astinenza possono svilupparsi dopo un lungo periodo, specialmente con dosi elevate o se la dose giornaliera viene ridotta rapidamente o se si interrompe improvvisamente. Sintomi: tremore, sudorazione, agitazione, disturbi del sonno e ansia, cefalea, diarrea, dolore muscolare, ansia estrema, tensione, irrequietezza, modificazioni dell'umore, confusione, irritabilita' e crisi convulsive epilettiche. Sintomi dei casi severi: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio delle estremita', ipersensibilita' alla luce, al rumore e al contatto fisico o allucinazioni. Evitare la sospensione brusca e terminare con una riduzionegraduale. Il rischio di amnesia anterograda aumenta per i dosaggi piu'alti e puo' essere associato con anomalie del comportamento e un aumento della frequenza delle convulsioni. Non e' raccomandato con apnea del sonno, per i possibili effetti aggiuntivi sulla depressione respiratoria: prescrivere solo se il beneficio atteso supera il rischio potenziale. L'apnea del sonno e' piu' comune nei pazienti con epilessia e tenere in considerazione la relazione tra apnea del sonno, il verificarsi di crisi convulsive e l'ipossia post-ictale, alla luce della depressione respiratoria e della sedazione indotta da benzodiazepine. Evitare l'uso concomitante con alcool e/o con farmaci con attivita' depressiva sul sistema nervoso centrale perche' potrebbe aumentare gli effetticlinici di Rivotril, tra i quali possibile sedazione profonda e depressione respiratoria e/o cardiovascolare clinicamente rilevanti. L'usoconcomitante del farmaco e oppioidi puo' comportare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. Se si prescrive Rivotril insieme a degli oppioidi, usare la dose minima efficace, e la durata del trattamento la piu' breve possibile. Seguire attentamente per segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. L'alcool sotto qualsiasi formapuo' provocare crisi epilettiche; astenersi dal consumare bevande alcoliche. L'alcool puo' alterare gli effetti del farmaco, comprometterei risultati del trattamento o provocare reazioni secondarie non prevedibili. Tenere sotto stretto controllo i soggetti tendenti alla tossicodipendenza. Estrema cautela in pazienti con intossicazione acuta o storia di abuso di alcool e farmaci. Le compresse contengono lattosio quindi pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Cautela nei pazienti conporfiria, a causa dell'effetto porfirogenico. Gli effetti delle benzodiazepine sembrano essere maggiori nei pazienti anziani rispetto ai giovani, forse per le differenze relazionate all'eta' nell'interazione farmaco-recettore, nei meccanismi post-recettoriali e nella funzione d'organo. Nei neonati e nei bambini puo' causare aumento della produzionedi saliva e di secrezioni bronchiali. Porre attenzione nel mantenerele vie respiratorie pervie. Poiche' il farmaco puo' determinare un aumento della salivazione, tener conto di quest'aspetto prima di prescrivere il farmaco a pazienti che abbiano difficolta' a controllare le secrezioni. Durante terapia protratta effettuare periodici esami emocromocitometrici e test di funzionalita' epatica. Cautela e vigilanza nell'associazione con altri psicofarmaci. Ridurre la dose in questi casi. Poiche' i metaboliti del farmaco vengono escreti per via urinaria, alloscopo di evitarne un eccessivo accumulo il farmaco somministrare conprudenza in pazienti con compromissione della funzione renale.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antiepilettici.
CONSERVAZIONE
Compresse: non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Gocce orali soluzione: non conservare a temperatura superiore ai 30gradi C.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. L'impiego del farmaco e' controindicato in pazienti che presentinocompromissione epatica severa, dal momento che le benzodiazepine possono far precipitare l'encefalopatia epatica. Puo' essere impiegato insoggetti con glaucoma ad angolo aperto che ricevono una terapia adeguata, ma e' controindicato nel glaucoma acuto ad angolo chiuso. Il prodotto e' inoltre controindicato nella insufficienza renale severa e nella insufficienza respiratoria severa. Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza. Rivotril non deve essere usato nei pazienti in coma, o in pazienti con noto abuso di sostanze farmacologiche, droghe o alcool.
DENOMINAZIONE
RIVOTRIL
ECCIPIENTI
Rivotril 0,5 mg compresse: lattosio, amido di mais, amido di patata pregelatinizzato, ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro giallo (E172), talco, magnesio stearato. Rivotril 2 mg compresse: lattosio, amido pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, magnesio stearato. Rivotril 2,5 mg/mL gocce orali soluzione: saccarina sodica, aroma di pesca, glicole propilenico, acido acetico glaciale.
EFFETTI INDESIDERATI
Gli effetti indesiderati piu' frequenti ono riferibili ad un'azione depressiva sul SNC. L'esperienza ha dimostrato che circa il 50% dei pazienti accusa sonnolenza e circa il 30% atassia: in alcuni casi questi disturbi possono diminuire con il passare del tempo. Turbe del comportamento sono state rilevate nel 25% dei pazienti circa. Altri effetti indesiderati sono elencati per sistema. Disturbi del sistema immunitario: sono stati riportati con le benzodiazepine reazioni allergiche e rari casi di anafilassi. In soggetti predisposti possono manifestarsi reazioni di ipersensibilita'. Patologie endocrine: sono stati riportati casi isolati di sviluppo reversibile delle caratteristiche sessuali secondarie premature nei bambini (puberta' precoce incompleta). Disturbipsichiatrici: sono stati osservati disturbi dello stato emotivo e dell'umore, disturbi della memoria, stato confusionale, disorientamento. In pazienti trattati con Rivotril puo' manifestarsi depressione che puo' anche essere associata con la patologia sottostante. Sono state osservate reazioni paradosse: irrequietezzairritabilita', aggressivita', stato di agitazione, nervosismo, ostilita', ansia, disturbi del sonno,delirio, collera, incubi e sogni anormali, allucinazioni, psicosi, iperattivita', comportamenti inappropriati e altri comportamenti negativi. In questi casi, l'uso del farmaco dovrebbe essere interrotto. Le reazioni paradosse sono piu' probabili nei bambini e negli anziani. In rari casi puo' manifestarsi un cambio della libido. Patologie del sistema nervoso : alterazione dell'attenzione, sonnolenza, rallentamento delle reazioni, ipotonia muscolare, tremore, vertigini, atassia. Questi effetti indesiderati possono avvenire abbastanza frequentemente e sonodi norma transitori e generalmente scompaiono spontaneamente in corsodi trattamento o con riduzione del dosaggio. Possono essere parzialmente prevenuti incrementando il dosaggio lentamente ad inizio del trattamento. Sono stati osservati rari casi di cefalea. Sono stati osservaticasi molto rari di crisi generalizzate. Si possono verificare disturbi reversibili, quali disartria, ridotta coordinazione motoria e dell'andatura (atassia) e nistagmo. Amnesia anterograda ed effetti amnesici,i quali possono essere associati ad alterazioni del comportamento. Unaumento della frequenza di convulsioni con certe forme di epilessia.Patologie dell'occhio: si possono verificare disturbi reversibili della visione (diplopia). Comune: nistagmo. Patologie cardiache: palpitazioni, e' stata riportata insufficienza cardiaca incluso arresto cardiaco. Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche: puo' verificarsidepressione respiratoria. Questo effetto puo' essere aggravato da unapre-esistente ostruzione delle vie aeree o da un danno celebrale o sesono stati somministrati altri farmaci in grado di deprimere la respirazione. Di regola, questo effetto puo' essere evitato attraverso un aggiustamento individuale della dose. Congestione toracica, rinorrea, disturbi del respiro, ipersecrezione delle vie respiratorie superiori. Nei neonati e nei bambini, aumentata produzione di saliva o di secrezione. Patologie gastrointestinali: i seguenti effetti sono stati riportati in rari casi: nausea e sintomi epigastrici, disturbi dell'appetito,scialorrea, turbe dell'alvo, secchezza delle fauci, gastrite. Patologie epatobiliari: epatomegalia, aumento transitorio delle transaminasisieriche e della fosfatasi alcalina. Patologie del sistema emolinfopoietico: anemia, leucopenia, trombocitopenia, eosinofilia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: i seguenti effetti sono stati riportati in rari casi: orticaria, prurito, rash, perdita transitoria di capelli, alterazione della pigmentazione. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: debolezza muscolare. Questo effetto indesiderato puo' avvenire abbastanza frequentemente ed e' di norma transitorio e generalmente scompare spontaneamente in corso di trattamento o con riduzione del dosaggio. Puo' essere parzialmente prevenuto incrementando il dosaggio lentamente ad inizio del trattamento. Patologie renali e urinarie: in rari casi puo' verificarsi incontinenza urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: in raricasi puo' verificarsi disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: deterioramento dellostato di salute fisica generale, ipertermia, fatica (stanchezza, debolezza). Disturbi del metabolismo e della nutrizion : disidratazione, variazioni ponderali. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura: cadute e fratture. Il rischio di cadute e fratture e' aumentatoin pazienti che assumono in concomitanza sedativi (incluse bevande alcooliche) e nei pazienti anziani. Esami diagnostici: in rari casi puo'verificarsi riduzione della conta piastrinica. Popolazione pediatrica. Patologie endocrine: casi isolati di sviluppo reversibile di premature caratteristiche secondarie sessuali (puberta' precoce incompleta).Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza; nell'ulteriore periodo, cosi' come nella prima infanzia, il farmaco deve essere somministrato solo in caso di effettiva necessita' sotto il diretto controllodel medico. Alle pazienti che potrebbero iniziare una gravidanza o che siano in eta' fertile deve essere fornita una consulenza specialistica. La necessita' del trattamento antiepilettico deve essere rivalutata quando la paziente pianifica una gravidanza. Il rischio di difetti congeniti e' aumentato di un fattore da 2 a 3 volte nella prole di madri trattate con un antiepilettico; quelli piu' frequentemente riportatisono labbro leporino, malformazioni cardiovascolari e difetti del tubo neurale. Dalle valutazioni epidemiologiche vi e' evidenza che i farmaci anticonvulsivanti abbiano effetto teratogeno. In ogni caso, e' difficile determinare, sulla base dei reports epidemiologici pubblicati,quale farmaco o combinazione di farmaci sia responsabile dei difetti nei neonati. Esiste anche la possibilita' che altri fattori, ad esempiofattori genetici o la stessa condizione epilettica, possano essere piu' importanti della terapia farmacologica nel portare a difetti dellanascita. In considerazione di questo, il medicinale deve essere somministrato alle donne in gravidanza solo se il potenziale beneficio supera il rischio per il feto. La politerapia con farmaci antiepilettici puo' essere associata con un rischio piu' alto di malformazioni congenite della monoterapia. Percio' e' importante che si pratichi la monoterapia ogni volta che sia possibile. Durante la gravidanza, il farmaco puo' essere somministrato solo se strettamente necessario. La somministrazione di alte dosi nell'ultimo trimestre di gravidanza o durante il travaglio puo' causare irregolarita' nel battito cardiaco del nascituroe ipotermia, ipotonia, moderata depressione respiratoria e scarso nutrimento nel neonato. Non si deve praticare una brusca interruzione della terapia antiepilettica per il pericolo di una ripresa di attacchi epilettici che potrebbe avere gravi conseguenze sia per la madre che per il bambino. A seguito di uso di benzodiazepine sono stati riportatioccasionalmente sintomi d'astinenza nei neonati. Poiche' il principioattivo del farmaco passa nel latte materno, e' opportuno interromperel'allattamento al seno.
INDICAZIONI
La maggior parte delle forme cliniche epilettiche nel neonato e nel bambino. In particolare: piccolo male tipico o atipico; crisi tonico-cloniche generalizzate, primarie o secondarie; stato di male in tutte lesue espressioni cliniche. Il farmaco e' inoltre indicato nell'epilessia dell'adulto e nelle crisi focali.
INTERAZIONI
Il farmaco puo' essere somministrato con uno o piu' agenti antiepilettici. La probabilita' di interazioni farmacocinetiche con questi altrimedicinali e' bassa. Cio nonostante, l'aggiunta di un ulteriore farmaco antiepilettico al regime terapeutico dei pazienti dovrebbe prevedereuna pronta valutazione della risposta al trattamento a causa di effetti indesiderati piu' probabili quali sedazione ed apatia. In tali casi, la dose di ciascun farmaco deve essere aggiustato al fine di ottenere l'effetto desiderato ottimale. Interazioni farmacocinetiche tra farmaci I farmaci antiepilettici fenitoina, fenobarbital, carbamazepina, lamotrigina e in misura minore valproato possono aumentare la clearancedi clonazepam riducendone quindi le concentrazioni plasmatiche fino al 38% in caso di trattamenti di combinazione. Il farmaco potrebbe influenzare le concentrazioni di fenitoina. Considerata la natura bi-direzionale dell'interazione clonazepam-fenitoina, sono stati trovati livelli di fenitoina immodificati, aumentati o diminuiti dopo la co-somministrazione con Rivotril, in base al dosaggio e a fattori relativi al paziente. Il concomitante trattamento con primidone, puo' modificare leconcentrazioni plasmatiche del primidone (solitamente aumentati). Il farmaco non induce gli enzimi responsabili del suo metabolismo. Gli enzimi coinvolti nel metabolismo di Rivotril non sono stati chiaramente identificati, ma comprendono il CYP3A4. Gli inibitori del CYP3A4 (es. fluconazolo) possono ridurre il metabolismo di Rivotril e portare a concentrazioni ed effetti esagerati. Gli inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina, come la sertralina (debole induttore del CYP3A4), la fluoxetina (inibitore del CYP2D6) e il farmaco anti-epilettico felbamato (inibitore del CYP2C19, induttore del CYP3A4), non alterano iparametri farmacocinetici di clonazepam in caso di associazione. Interazioni farmacodinamiche tra farmaci. Quando Rivotril e' usato in associazione a farmaci che deprimono il SNC, compreso l'alcool, possono aumentare gli effetti collaterali come l'effetto sedativo e la depressione cardio-respiratoria. Oppioidi. L'uso concomitante di farmaci sedativi come le benzodiazepine o farmaci correlati come Rivotril con oppioidi aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell'effetto depressivo additivo sul SNC. Il dosaggio e ladurata dell'uso concomitante devono essere limitati. L'alcool deve essere evitato in pazienti che ricevono il farmaco. Per le avvertenze relative ad altri farmaci che deprimono il SNC, incluso l'alcool.
POSOLOGIA
La posologia del farmaco e' essenzialmente individuale e va stabilitacaso per caso sulla base della risposta clinica e della tolleranza. Prima di aggiungere il farmaco ad una terapia anticonvulsivante esistente, si deve considerare che l'uso di piu' anticonvulsivanti puo' comportare un aumento di effetti indesiderati. Per evitare all'inizio del trattamento la comparsa di effetti collaterali, e' indispensabile aumentare progressivamente la dose giornaliera finche' non sia stata raggiunta la dose di mantenimento. La dose iniziale per i neonati e bambini fino ai 10 anni di eta' (o fino ai 30 kg di peso) e' di 0,01-0,03 mg/kg/die da dividere in 2-3 somministrazioni. La dose deve essere aumentata di non piu' di 0,25-0,5 mg, ogni terzo giorno, fino a quando e' raggiunta una dose di mantenimento giornaliera di circa 0,1 mg/kg o le crisi convulsive sono controllate o gli effetti indesiderati precludono ulteriori aumenti. Nei bambini, la dose massima giornaliera, da non superare, e' di 0,2 mg/kg. Sulla base del dosaggio stabilito per i bambini fino a 10 anni (o fino ai 30 kg di peso) e per gli adulti (sotto), la dose iniziale raccomandata per i bambini e gli adolescenti tra i 10e i 16 anni di eta' e' di 1-1,5 mg/die da dividere in 2-3 somministrazioni. La dose puo' essere aumentata di 0,25-0,5 mg ogni terzo giorno fino a quando viene raggiunta la dose di mantenimento individuale (solitamente 3-6 mg/die). La dose iniziale per gli adulti non deve superare1,5 mg/die da dividersi in 3 somministrazioni. La dose puo' essere aumentata per incrementi di 0,5 mg, ogni tre giorni, fino a quando le crisi convulsive sono adeguatamente controllate o gli effetti indesiderati precludono ulteriori aumenti. La dose di mantenimento deve essere stabilita individualmente per ciascun paziente sulla base della risposta. Di solito e' sufficiente una dose di mantenimento di 3-6 mg/die. Negli adulti, la dose terapeutica massima, da non superare, e' di 20 mg.La dose giornaliera deve essere ripartita in 3 somministrazioniuguali. Se le dosi non possono essere divise equamente, quella maggiore deveessere assunta prima di andare a dormire. La dose di mantenimento varaggiunta dopo 1-3 settimane di trattamento. Per facilitare l'adattamento della posologia alle esigenze individuali e per rendere agevole ilfrazionamento della dose totale giornaliera, e' consigliabile utilizzare nel neonato le gocce di Rivotril (1 goccia = 0,125 mg di sostanzaattiva) e nell'adulto nella fase iniziale di trattamento, le compresseda 0,5 mg. Le gocce devono essere somministrate con un cucchiaio o possono essere mescolate con acqua, te' o succo di frutta. Per facilitare la somministrazione le compresse di da 0,5 mg possono essere frazionate in meta' uguali, mentre quelle da 2 mg possono essere frazionate in meta' o quarti uguali. Le compresse presentano una linea di fratturaper consentire la somministrazione di dosi piu' basse. Per rompere lacompressa, tenerla con la linea di frattura rivolta verso l'alto e applicare una pressione verso il basso. Pazienti anziani Nei pazienti anziani deve essere usata la dose piu' bassa possibile e particolare attenzione deve essere posta durante la fase di titolazione iniziale. Neltrattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamentestabilita dal medico che dovra' valutare un'eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Insufficienza renale La sicurezza e l'efficaciadi clonazepam in pazienti con insufficienza renale non sono state studiate, tuttavia, sulla base dei criteri farmacocinetici, non e' richiesto alcun aggiustamento del dosaggio in questi pazienti. Compromissioneepatica I pazienti con severa compromissione epatica non devono essere trattati con clonazepam. I pazienti con compromissione epatica da media a moderata devono ricevere la dose piu' bassa possibile. Epilessia. Clonazepam puo' essere somministrato con uno o piu' agenti antiepilettici. In questi casi la dose di ciascun medicinale deve essere regolata in modo da ottenere l'effetto ottimale. Come con tutti gli antiepilettici, il trattamento con clonazepam non deve essere interrotto improvvisamente, ma deve essere ridotto gradualmente. Modo di impiego del flacone-contagocce. Tenere il flacone verticalmente, con l'apertura rivolta verso il basso. Se il liquido non scende, capovolgere il flaconepiu' volte, o agitare delicatamente. Attenzione: non versare le goccein bocca direttamente dal flacone. Dopo ogni apertura assicurarsi cheil contagocce sia bloccato sul collo del flacone.
PRINCIPI ATTIVI
Una compressa contiene: clonazepam 0,5 o 2 mg. 2,5 mg/mL gocce orali soluzione. 1 mL della soluzione gocce contiene: clonazepam 2,5 mg (1 goccia = 0,125 mg di sostanza attiva).

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