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MILLIBAR*50CPS 2,5MG

MILLIBAR*50CPS 2,5MG

LANOVA FARMACEUTICI Srl
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AVVERTENZE
Avvertenze speciali: in caso di funzionalita' epatica compromessa, i diuretici della categoria dei tiazidici e farmaci affini possono indurre un'encefalopatia epatica, particolarmente in caso di squilibrio elettrolitico. In questo caso la somministrazione del diuretico deve essere interrotta immediatamente. Fotosensibilita': sono stati segnalati dei casi di fotosensibilita' con diuretici tiazidici e farmaci affini. Se dovesse manifestarsi una reazione di fotosensibilita' durante il trattamento, si raccomanda di interrompere la terapia. Se una nuova somministrazione di diuretico si rendesse necessaria, si raccomanda di proteggere le parti del corpo esposte alla luce del sole o ai raggi artificiali UVA. Gravidanza: a scopo precauzionale, e' preferibile evitare l'uso di indapamide durante la gravidanza. Eccipienti: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, nondevono assumere questo medicinale. Precauzioni d'impiego. Equilibrio idroelettrolitico. Natriemia: i livelli ematici di sodio devono esserecontrollati prima dell'inizio del trattamento e successivamente ad intervalli regolari. Tutte le terapie diuretiche possono infatti causareiponatriemia, a volte con gravi conseguenze. La diminuzione del sodiosierico puo' inizialmente essere asintomatica; e' quindi essenziale unregolare monitoraggio e deve essere ancora piu' frequente nelle popolazioni a rischio, come per esempio nei soggetti anziani e cirrotici. Potassiemia: la deplezione potassica con ipopotassiemia costituisce ilrischio maggiore dei diuretici tiazidici e simili. Il rischio di insorgenza di una ipopotassiemia (< 3,4 mmol/l) deve essere prevenuto nellapopolazione a rischio, rappresentata da soggetti anziani e/o denutriti e/o politrattati, nei pazienti cirrotici con edemi e asciti, nei pazienti con patologia coronarica o con insufficienza cardiaca. In questicasi, l'ipopotassiemia aumenta la tossicita' cardiaca della digitalee il rischio di insorgenza di disturbi del ritmo. I soggetti che presentano di base un intervallo QT lungo, sono parimenti a rischio, sia che l'origine di cio' sia congenita o sia iatrogena. L'ipopotassiemia, allo stesso modo della bradicardia, agisce poi come un fattore che favorisce l'insorgenza di disturbi gravi del ritmo, in particolare le torsioni di punta, potenzialmente fatali. In tutti i casi, sono necessaridei controlli piu' frequenti della potassiemia. Il primo controllo dipotassio plasmatico deve essere effettuata nel corso della prima settimana in cui viene messo in atto il trattamento. La constatazione di un'ipopotassiemia necessita una correzione. Calcemia: i diuretici tiazidici e simili possono diminuire la escrezione urinaria del calcio causando un aumento leggero e transitorio della calcemia. Un'ipercalcemia accertata puo' essere secondaria ad un iperparatiroidismo non diagnosticato. Interrompere il trattamento prima di effettuare gli esami dellafunzione paratiroidea. Glicemia: e' importante per i diabetici controllare la glicemia, soprattutto in presenza di ipopotassiemia. Uricemia:nei pazienti iperuricemici, la tendenza ad un attacco di gotta puo' essere aumentata. Funzione renale e diuretica: i diuretici tiazidici edaffini sono pienamente efficaci solamente quando la funzionalita' renale e' normale o solo minimamente compromessa (creatininemia inferioreai valori di 25mg/l, ossia 220 mcmol/l per un adulto). Nel soggetto anziano, la creatininemia deve essere valutata in funzione dell'eta', del peso e del sesso. L'ipovolemia, secondaria alla perdita di acqua esodio indotta dal diuretico all'inizio della terapia, induce una riduzione della filtrazione glomerulare. Cio' puo' portare ad un incrementodell'urea e della creatinina plasmatica. Questa transitoria insufficienza della funzionalita' renale e' senza conseguenze nel soggetto confunzione renale normale, ma puo' aggravare una insufficienza renale preesistente. Atleti: gli atleti devono essere informati che questo medicinale contiene una sostanza attiva che puo' dare effetti positivi aitest anti-doping.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Diuretici ad azione diuretica minore, escluse le tiazidi-sulfonamidi non associate.
CONSERVAZIONE
Nessuna particolare.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
L'indapamide e' controindicata nei pazienti con: ipersensibilita' verso il principio attivo (indapamide), ad altri farmaci sulfonamido-derivati o ad uno qualsiasi degli eccipienti, insufficienza renale grave edanuria, encefalopatia epatica o grave compromissione della funzionalita' epatica, ipopotassiemia, accidenti vascolari cerebrali recenti, feocromocitoma, sindrome di Conn. Questo medicinale e' generalmente controindicato in caso di associazione con il litio e con i medicinali cheprovocano torsioni di punta.
DENOMINAZIONE
MILLIBAR 2,5 MG CAPSULE RIGIDE
ECCIPIENTI
Ogni capsula contiene Indapamide emiidrato con i seguenti eccipienti:lattosio, amido, magnesio stearato. Costituenti della capsula opercolata di gelatina dura: biossido di titanio (E171), giallo chinolina (E104), eritrosina (E127), gelatina.
EFFETTI INDESIDERATI
La maggior parte degli effetti indesiderati sui parametri clinici o dilaboratorio sono dose dipendenti. I diuretici affini ai tiazidici, fra cui l'indapamide, possono provocare i seguenti effetti indesideratiraggruppati per ordine di frequenza sulla base della seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (da >=1/100 a <1/10); non comune (da >=1/1.000 a <1/100); raro (da >=1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non noto (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica. Patologie del sistema nervoso. Raro: vertigine, fatica,cefalea, parestesie, sonnolenza; non noto: sincope. Patologie dell'occhio. Non noto: miopia, visione offuscata, compromissione visiva. Patologie psichiatriche. Non noto: confusione mentale. Patologie cardiache. Molto raro: aritmia; non noto: torsione di punta (potenzialmente fatale). Patologie vascolari. Molto raro: ipotensione; non noto: ipotensione ortostatica. Patologie gastrointestinali. Non comune: vomito; raro: nausea, costipazione, secchezza della bocca; molto raro: pancreatite. Patologie epato-biliari. Molto raro: anomalie della funzionalita' epatica; non noto: in caso di insufficienza epatica, esiste la possibilita' di insorgenza di un'encefalopatia epatica, epatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Reazioni di ipersensibilita', principalmente dermatologiche in soggetti con predisposizione a reazioni allergiche e asmatiche. Comune: eruzioni maculo-papulose; non comune: porpora; molto raro: edema angioneurotico e/o orticaria, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson; non noto: possibile peggioramento di un preesistente lupus eritematoso acuto disseminato, rash.Sono stati riportati casi di reazioni di fotosensibilita'. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: crampi muscolari; non noto: cadute. Patologie renali e urinarie. Molto raro: insufficienza renale; non noto: insufficienza renale acuta. Esami diagnostici. Non noto: elettrocardiogramma: prolungamento dell'intervallo QT; aumento della glicemia e dell'uricemia durante il trattamento: l'appropriatezza dell'impiego di questi diuretici deve essere attentamentevalutata nei pazienti con gotta o diabete; lieve aumento dell'azoto ureico; livelli elevati degli enzimi epatici. Disturbi del metabolismoe della nutrizione. Durante gli studi clinici, l'ipopotassiemia (concentrazioni plasmatiche di potassio < 3,4 mmol/l) e' stata osservata nel25% dei pazienti e concentrazioni inferiori a 3,2 mmol/l nel 10% deipazienti, dopo 4-6 settimane di trattamento. Dopo 12 settimane di trattamento, la caduta media della potassiemia era di 0,41 mmol/l. Molto raro: ipercalcemia; non noto: deplezione di potassio con ipopotassiemia, particolarmente grave in certe popolazioni di pazienti ad alto rischio; iponatriemia con ipovolemia responsabile di disidratazione e di ipotensione ortostatica. La perdita concomitante di ioni cloruro puo' portare a un'alcalosi metabolica secondaria compensatoria: l'incidenza el'entita' di questo effetto sono lievi. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischiodel medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco all'indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-re azione-avversa
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: dati relativi all'uso di indapamide nelle donne in gravidanza non sono disponibili o sono in numero limitato (meno di 300 gravidanze esposte). L'esposizione prolungata alla tiazide durante il terzotrimestre di gravidanza puo' ridurre il volume del plasma materno nonche' il flusso sanguigno uteroplacentare, che possono provocare ischemia fetoplacentare e ritardo della crescita. Studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti relativamente alla tossicita' riproduttiva. A scopo precauzionale, e' preferibile evitare l'uso diindapamide durante la gravidanza. Allattamento: non sono disponibiliinformazioni sufficienti sull'escrezione di indapamide o dei suoi metaboliti nel latte umano. L'indapamide e' molto simile ai diuretici tiazidici, i quali sono stati associati, durante l'allattamento ad una diminuzione o anche una soppressione della produzione di latte materno. Possono manifestarsi ipersensibilita' ai farmaci derivati dalle sulfonamidi e ipopotassiemia. Non puo' essere escluso un rischio per i neonati/bambini. L' indapamide non deve essere usata durante l'allattamentocon latte materno.
INDICAZIONI
Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale.
INTERAZIONI
Associazioni non raccomandate. Litio. Si riscontra un aumento del litio plasmatico con segni di sovradosaggio, come con una dieta priva di sodio (ridotta escrezione del litio urinario). Se l'uso di diuretici sirende comunque necessario, si richiedono un attento monitoraggio dellitio plasmatico e un adattamento della posologia. Associazioni che richiedono precauzioni di impiego. Farmaci che causano "torsione di punta". Antiaritmici della classe Ia (chinidina, idrochinidina, disopiramide), antiaritmici della classe III (amiodarone, sotalolo, dofetilide,ibutilide), alcuni antipsicotici: fenotiazine (clorpromazina, ciamemazina, levomepromazina, tioridazina, trifluoperazina), benzamidi (amisulpride, sulpiride, sultopride, tiapride), butirrofenoni (droperidolo, aloperidolo); altri farmaci: bepridil, cisapride, difemanil, eritromicina e.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, sparfloxacina, moxifloxacina. Aumento del rischio di aritmie ventricolari, specialmente torsione di punta (l'ipopotassiemia e' un fattore di rischio). Controllarel'ipopotassiemia e correggerla, se necessario, prima di somministrarequesta combinazione ed effettuare il monitoraggio clinico degli elettroliti plasmatici e dell'ECG. Utilizzare farmaci che non causano torsione di punta in presenza di ipopotassiemia. Antinfiammatori non steroidei (via sistemica), compresi gli inibitori selettivi della COX-2, dosi elevate di acido salicilico ( >= 3g/die). Possibile riduzione dell'effetto antiipertensivo dell'indapamide. Rischio di insufficienza renale acuta nel paziente disidratato (diminuzione della filtrazione glomerulare). Si raccomanda pertanto di idratare il paziente e di controllare la funzionalita' renale all'inizio della terapia e in corso di trattamento. Inibitori dell'enzima di conversione dell'Angiotensina (ACE-inibitori). Esiste il rischio di improvvisa ipotensione e/o di insufficienza renale acuta se il trattamento con un ACE inibitore viene iniziato in presenza di una preesistente deplezione di sodio (in particolarenei soggetti con stenosi dell'arteria renale). Nell'ipertensione arteriosa, quando un precedente trattamento diuretico puo' aver causato unadeplezione di sodio, e' necessario: interrompere il diuretico 3 giorni prima dell'inizio della terapia con l'ACE-inibitore e se necessarioreintrodurre un diuretico ipokaliemizzante; somministrare dosi iniziali ridotte di ACE-inibitore, aumentandole gradualmente. Nell'insufficienza cardiaca congestizia, iniziare con una dose di ACE-inibitore moltobassa, possibilmente dopo una riduzione della dose del diuretico ipokaliemizzante associato. In tutti i casi, controllare la funzionalita'renale (creatinina plasmatica) durante le prime settimane di trattamento con un ACE-inibitore. Altri composti che possono causare ipopotassiemia: amfotericina B (e.v.), gluco- e mineralocorticoidi (sistemici),tetracosactide, lassativi stimolanti. Aumento del rischio di ipopotassiemia (effetto additivo). Controllare la potassiemia e, se necessario,correggerla. Cio' deve essere particolarmente tenuto presente in casodi concomitante terapia digitalica. Impiegare lassativi non stimolanti. Baclofene. Aumento dell'effetto antiipertensivo. Idratare il paziente; controllare la funzionalita' renale all'inizio della terapia. Digitalici. L'ipopotassiemia predispone agli effetti tossici dei digitalici. Controllare la potassiemia e l'ECG, e se necessario, adattare la terapia. Allopurinolo. Il trattamento concomitante con indapamide puo' aumentare l'incidenza di reazioni di ipersensibilita' all'allopurinolo.Associazioni da prendere in considerazione. Diuretici risparmiatori di potassio (amiloride, spironolattone, triamterene). Sebbene tali combinazioni razionali siano utili in alcuni pazienti, si potrebbero verificare ipopotassiemia o iperpotassiemia (specialmente in pazienti affetti da insufficienza renale o diabete). La potassiemia e l'ECG devono essere controllati e, se necessario, la terapia deve essere adattata. Metformina. Aumento del rischio di acidosi lattica indotta dalla metformina, a causa della possibilita' di un'insufficienza renale funzionaleassociata all'uso di diuretici, specialmente diuretici dell'ansa. Nonusare metformina quando la creatinina plasmatica oltrepassa i 15 mg/l(135 mcmol/l) nell'uomo e 12 mg/l (110 mcmol/l) nella donna. Mezzi dicontrasto iodati. In presenza di disidratazione indotta da diuretici,aumenta il rischio di insufficienza renale acuta, in particolare quando vengono usate dosi elevate di mezzi di contrasto iodati. Reidratareil paziente prima della somministrazione del composto iodato. Antidepressivi imipramino-simili, neurolettici. Aumento dell'effetto antiipertensivo e del rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo). Sali di calcio. Rischio di ipercalcemia da ridotta eliminazione urinaria di calcio. Ciclosporina, tacrolimus. Rischio di incremento della creatininemia senza alcuna modificazione dei livelli di ciclosporina circolante, anche in assenza di deplezione idrosodica. Corticosteroidi, tetracosactide (sistemici). Riduzione dell'effetto antiipertensivo (ritenzione idrosodica dovuta ai corticosteroidi).
POSOLOGIA
Una capsula da 2,5 mg per via orale in un'unica somministrazione al mattino. In caso di ipertensione arteriosa, la posologia non deve superare 2,5 mg/die (a dosi piu' elevate potrebbe verificarsi un aumento degli effetti indesiderati, non accompagnato da una maggiore efficacia).Insufficienza renale: i diuretici tiazidici ed affini sono pienamenteefficaci solamente quando la funzionalita' renale e' normale o solo minimamente compromessa. La posologia deve essere modificata in base alla funzionalita' renale. Una riduzione del dosaggio deve essere effettuata in funzione del grado di insufficienza renale. In caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min),il trattamento e' controindicato. Pazienti con insufficienza epatica:indapamide e' ampiamente metabolizzata dal fegato e nell'insufficienza epatica dovra' essere effettuata una riduzione del dosaggio. Il trattamento con indapamide e' controindicato in caso di insufficienza epatica grave. Anziani: nei pazienti anziani, il valore della creatininemia deve essere aggiustato in relazione all'eta', al peso ed al sesso. Ipazienti anziani possono essere trattati con questo farmaco da 2,5 mgquando la funzionalita' renale e' normale o solo minimamente compromessa. Bambini e adolescenti: questo farmaco da 2,5 mg non e' raccomandato nei bambini e negli adolescenti a causa della mancanza di dati di sicurezza ed efficacia.
PRINCIPI ATTIVI
Principio attivo: indapamide emiidrato mg 2,5 (pari a 2,44 mg di indapamide anidra).

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