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HALDOL DECANOAS*IM 3F 50MG 1ML

HALDOL DECANOAS*IM 3F 50MG 1ML

JANSSEN CILAG SpA
minsan: 025333016
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AVVERTENZE
Usare con cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con una storia famigliare di prolungamento QT. Effettuare un ECG di base prima di iniziare il trattamento. Effettuare un monitoraggio dell'ECG nel corso della terapia, sulla base delle condizioni cliniche del paziente. Nel corso della terapia, ridurre il dosaggio se si osserva un prolungamento del QT e interrompere se il QTc e' >500ms. Si raccomanda un controllo periodico degli elettroliti. Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici. Sono noti rari casi di morte improvvisa in pazienti psichiatrici trattati con farmaci antipsicotici, tra cui il farmaco. Sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso (TEV) con farmaci antipsicotici. Spesso i pazienti trattati con farmaci antipsicotici presentano fattori di rischio acquisiti per TEV; pertanto identificare tutti i possibili fattori di rischio per TEV prima e durante la terapia col farmaco e intraprendere misure preventive. Dati ottenuti da due ampi studi osservazionali hanno dimostrato che nelle persone anziane con demenza trattate con antipsicotici il rischio di morte e' lievemente aumentato rispetto alle persone non trattate. Non ci sono dati a sufficienza per stimare esattamente l'entita' del rischio e non e' nota la causa dell'aumentato rischio. Il farmaco non e' autorizzato per il trattamento dei disturbi del comportamento correlati a demenza. Pazienti anziani affetti da psicosi correlata a demenza trattati con farmaci antipsicotici mostrano un aumentato rischio di morte. L'analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (durata modale di 10 settimane), prevalentemente in pazienti in terapia con farmaci antipsicotici atipici, ha rivelato un rischio di morte compreso tra 1,6 e 1,7 volte maggiore in pazienti trattati con farmaco rispetto ai trattati con placebo. Nel corso di uno studio clinico controllato della durata di 10 settimane con un farmaco tipico il tasso di mortalita' e' stato di circa il 4,5% nei pazienti trattati con farmaco rispetto a circa il 2,6 % nel gruppo placebo. Sebbene le cause di morte erano varie, la maggior parte dei decessi e' sembrata essere di natura cardiovascolare (es. insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o di natura infettiva (es. polmonite). Studi osservazionali suggeriscono che il trattamento con antipsicotici convenzionali puo' aumentare la mortalita'. In tale ambito non e' chiaro se l'aumentata mortalita' osservata negli studi osservazionali possa essere attribuita agli antipsicotici o al contrario ad alcune caratteristiche dei pazienti. Con aloperidolo sono noti casi molto rari di prolungamento dell'intervallo QT e/o aritmie ventricolari, in aggiunta a rari casi di morte improvvisa. Essi potrebbero verificarsi piu' frequentemente con alti dosaggi di farmaco e in pazienti predisposti. Dal momento che nel corso della terapia con aloperidolo e' stato osservato un prolungamento dell'intervallo QT, usare cautela nei pazienti con condizioni che predispongono ad un prolungamento del QT soprattutto se la somministrazione avviene per via parenterale. Il rischio di prolungamento dell'intervallo QT e/o di aritmie ventricolari puo' aumentare con dosi elevate o con l'uso parenterale, in particolare endovenoso. Effettuare un ECG per monitorare l'insorgenza di un prolungamento dell'intervallo QT o di grave disritmia cardiaca se aloperidolo viene somministrato per via endovenosa. Non somministrare il farmaco per via endovenosa. Sono note inoltre tachicardia e ipotensione in pazienti occasionali. Il farmaco e' stato associato a sindrome neurolettica maligna: una risposta rara ed idiosincrasica caratterizzata da ipertermia, rigidita' muscolare generalizzata, instabilita' autonomica, stato di coscienza alterato. L'ipertermia e' spesso un sintomo precoce di tale sindrome. Il trattamento antipsicotico deve essere sospeso immediatamente e devono essere istituite appropriate terapie di supporto ed un attento monitoraggio. Puo' comparire discinesia tardiva in alcuni pazienti in terapia a lungo termine o dopo sospensione della terapia. Tale sindrome e' principalmente caratterizzata da movimenti ritmici involontari della lingua, del viso, della bocca o della mandibola. Le manifestazioni possono essere permanenti in alcuni pazienti. La sindrome puo' essere mascherata con la ripresa del trattamento, con l'aumento del dosaggio o passando ad un altro antipsicotico. Il trattamento deve essere interrotto appena possibile. Possono insorgere sintomi extrapiramidali, ad esempio tremore, rigidita', ipersalivazione, bradicinesia, acatisia, distonia acuta. Farmaci antiparkinson anticolinergici possono essere prescritti se necessario, ma non dovrebbero essere usati routinariamente come misura preventiva. Se e' necessario il trattamento concomitante con farmaci antiparkinson deve essere protratto dopo la sospensione del farmaco, se la loro escrezione e' piu' rapida rispetto a quella di haldol, allo scopo di evitare lo sviluppo o l'aggravamento di sintomi extrapiramidali. Considerare il possibile aumento della pressione intraoculare dovuta ai farmaci anticolinergici, inclusi gli agenti antiparkinson, quando somministrati in concomitanza col farmaco. E' stata riportata l'insorgenza di attacchi epilettici scatenati dal farmaco. Si raccomanda cautela nei pazienti epilettici e in condizioni che predispongono alle convulsioni (ad esempio sospensione dell'alcool e danno cerebrale). Dato che il farmaco e' metabolizzato dal fegato, si raccomanda cautela in pazienti con malattia epatica. Sono stati riportati casi isolati di anomalie nella funzionalita' epatica o epatiti, piu' spesso colestatiche. Effetti sul sistema endocrino: la tiroxina puo' facilitare la tossicita' del farmaco. La terapia antipsicotica in pazienti con ipertiroidismo deve essere intrapresa solo con grande cautela e deve essere sempre accompagnata da una terapia per raggiungere uno stato eutiroideo. Gli effetti ormonali degli antipsicotici neurolettici includono iperprolattinemia, che puo' causare galattorrea, ginecomastia e oligo- o amenorrea. Sono stati riportati casi molto rari di ipoglicemia e di Sindrome da Inappropriata Secrezione di ADH. Si raccomanda che i pazienti potenzialmente idonei ad essere trattati col farmaco vengano prima trattati con aloperidolo per via orale, al fine di escludere la possibilita' di una inaspettata reazione di ipersensibilita' all'aloperidolo. Il farmaco non deve essere usato in monoterapia nei casi in cui la depressione e' predominante. Puo' essere associato a farmaci antidepressivi nelle condizioni in cui coesistano depressione e psicosi.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antipsicotici derivati del butirrofenone.
CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C. Conservare nel contenitore originale per tenerlo al riparo dalla luce.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Stati comatosi, pazienti fortemente depressi dall'alcool o da altre sostanze attive sul sistema nervoso centrale, depressioni endogene senza agitazione, morbo di Parkinson. Astenie, nevrosi e stati spastici dovuti a lesioni dei gangli della base (emiplegia, sclerosi a placche, ecc.).Gravidanza e allattamento. Malattie cardiache clinicamente significative (ad es: recente infarto acuto del miocardio, insufficienza cardiaca scompensata, aritmie trattate con medicinali antiaritmici appartenenti alle classi Ia e III). Prolungamento intervallo QTc. Soggetti con storia famigliare di aritmia o torsione di punta. Ipopotassemia non corretta. Concomitante uso di farmaci che prolungano il QTc.
DENOMINAZIONE
HALDOL DECANOAS
ECCIPIENTI
Alcool benzilico, olio di sesamo.
EFFETTI INDESIDERATI
Dati da studi di confronto e in aperto. Reazioni avverse al farmaco riportate con incidenza >= 1%. La sicurezza del farmaco (15-500 mg/mese) e' stata valutata in 410 soggetti partecipanti a 13 studi clinici per il trattamento della schizofrenia o del disturbo schizoaffettivo. Le reazioni avverse al farmaco (Adverse Drug Reactions, ADR) riportate con incidenza >= 1% in soggetti trattati col farmaco in questi studi sono riportate di seguito. Patologie del sistema nervoso: disturbi extrapiramidali, tremore, parkinsonismo, sonnolenza, facies a maschera, acatisia, sedazione. Patologie gastrointestinali: secchezza delle fauci, costipazione, ipersecrezione salivare. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: rigidit� muscolare. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: disfunzione sessuale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: reazione al sito di iniezione. Esami diagnostici: aumento del peso. Dati da studi di confronto e in aperto. Reazioni avverse al farmaco riportate con incidenza <1%. Ulteriori ADR presentatesi in < 1% dei soggetti trattati col farmaco negli studi sopra citati sono elencate di seguito. Patologie del sistema nervoso: acinesia, discinesia, oculogiro, ipertonia, distonia, rigidit� a scatti. Patologie dell'occhio: visione offuscata, disturbi visivi. Patologie cardiache: tachicardia. Di seguito e' riportato un elenco delle ulteriori ADR identificate in studi clinici con altre formulazioni di aloperidolo. Patologie endocrine: iperprolattinemia. Patologie del sistema nervoso: sindrome neurolettica maligna; discinesia tardiva; bradicinesia; vertigini. Patologie vascolari: ipotensione. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: amenorrea, galattorrea, disturbi mestruali, disfunzione erettile. Dati postmarketing: gli eventi avversi primi identificati come ADR durante l'esperienza postmarketing con aloperidolo sono inclusi nel seguente elenco. La revisione postmarketing e' basata sulla revisione di tutti i casi in cui e' stata somministrata la parte attiva di aloperidolo. La frequenza � definita come: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100 e < 1/10), non comune (>= 1/1000 e < 1/100), raro (>= 1/10000 e < 1/1000), molto raro (< 1/10000 inclusi casi isolati). Reazioni avverse al farmaco durante l'esperienza postmarketing con aloperidolo (orale, soluzione o decanoato) riportate per categoria di frequenza stimata dai tassi di segnalazione spontanee. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: agranulocitosi, pancitopenia, trombocitopenia, leucopenia, neutropenia. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: reazione anafilattica, ipersensibilit�. Patologie endocrine. Molto raro: inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico. Disturbi della nutrizione e del metabolismo. Molto raro: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici. Molto raro: disordini psicotici, agitazione, stato confusionale, depressione, insonnia. Patologie del sistema nervoso. molto raro: convulsioni, mal di testa. Patologie cardiache. Molto raro: torsade de pointes (torsione di punta), fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare, extrasistole. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: broncospasmo, laringospasmo, edema laringeo, dispnea. Patologie gastrointestinali. Molto raro: vomito, nausea. Patologie epatobiliari. Molto raro: insufficienza epatica acuta, epatite, colestasi, ittero, anomalie nei test di funzionalit� epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro: vasculite leucocitoclastica, dermatite esfoliativa, orticaria, reazioni di fotosensibilit�, rash, prurito, iperidrosi. Patologie renali ed urinarie. Molto raro: ritenzione urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto raro: priapismo, ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto raro: morte improvvisa, edema facciale, edema, iponatriemia, ipertermia. Esami diagnostici. Molto raro: elettrocardiogramma con QT prolungato, diminuzione di peso. Sono stati osservati col farmaco e altri farmaci della stessa classe casi rari di prolungamento del QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco. Casi molto rari di morte improvvisa. Sono stati riportati con farmaci antipsicotici casi di tromboembolismo venoso, inclusi casi di embolia polmonare e casi di trombosi venosa profonda con frequenza non nota.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Studi condotti sugli animali hanno mostrato un effetto teratogeno di aloperidolo. In neonati esposti nell'utero ad aloperidolo durante l'ultimo trimestre della gravidanza sono stati osservati sintomi extrapiramidali reversibili. Da non impiegarsi in caso di gravidanza accertata o presunta, ne' durante l'allattamento.
INDICAZIONI
Trattamento di mantenimento delle psicosi.
INTERAZIONI
Utilizzare cautela nella prescrizione di aloperidolo insieme ad altri farmaci che inducono un prolungamento dell'intervallo QT. L'aloperidolo segue diverse vie metaboliche tra cui la glucuronidazione ed il sistema del citocromo P450 (in particolare CYP 3A4 o CYP 2D6). L'inibizione di queste vie metaboliche da parte di un altro farmaco o una diminuzione dell'attivita' enzimatica del CYP 2D6 puo' provocare l'aumento della concentrazione di aloperidolo e un aumento del rischio di eventi avversi tra cui il prolungamento del QT. In studi di farmacocinetica sono stati riportati incrementi della concentrazione di aloperidolo da lievi a moderati se somministrato assieme a farmaci substrati o inibitori degli isoenzimi CYP 3A4 o CYP 2D6 come itraconazolo, nefazodone, buspirone, venlafaxina, alprazolam, fluvoxamina, chinidina, fluoxetina, sertalina, clorpromazina e prometazina. Una diminuzione dell'attivita' enzimatica del CYP 2D6 puo' causare un aumento delle concentrazioni di aloperidolo. Sono noti aumenti del QTc quando l'aloperidolo e' stato somministrato con una combinazione degli inibitori metabolici ketoconazolo (400 mg/die) e paroxetina (20 mg/die). In questo caso potrebbe essere necessario ridurre la dose di aloperidolo. Utilizzare cautela quando si somministra aloperidolo in combinazione con farmaci che possono provocare squilibrio elettrolitico. Effetti di altri farmaci su aloperidolo: quando alla terapia col farmaco e' aggiunto il trattamento prolungato con induttori enzimatici come carbamazepina, fenobarbital, rifampicina, puo' verificarsi una significativa diminuzione dei livelli plasmatici di aloperidolo. Percio', durante il trattamento combinato, la dose del farmaco, o l'intervallo di dosaggio, deve essere aggiustato se necessario. Dopo la sospensione di tali farmaci puo' essere necessario ridurre il dosaggio del medicinale. Sodio valproato, farmaco noto come inibitore della glucuronidazione, non influenza i livelli plasmatici di aloperidolo. Effetti di aloperidolo su altri farmaci: il farmaco puo' potenziare l'azione depressiva sul SNC di altri farmaci, compresi alcool, ipnotici, sedativi o forti analgesici. E' stato inoltre riferito un potenziamento di tali effetti in caso di associazione con metildopa. Il farmaco puo' antagonizzare l'azione dell'adrenalina e di altri agenti simpaticomimetici ed invertire l'effetto ipotensivo degli agenti di blocco adrenergico, quale, per es., la guanetidina. Il farmaco puo' diminuire gli effetti antiparkinsoniani della levodopa. Aloperidolo e' un inibitore del CYP 2D6. Non somministrare in concomitanza con farmaci che prolungano il QT come ad esempio alcuni antiaritmici della classe Ia (es. chinidina, disopiramide e procainamide) e della classe III (es. amiodarone, sotalolo), alcuni antistaminici, altri antipsicotici e alcuni antimalarici (es. chinina e meflochina) ed inoltre la moxifloxacina. Questa lista e' da considerarsi solo indicativa e non esaustiva. Non somministrare in concomitanza con farmaci che determinano alterazioni degli elettroliti. Dovrebbe essere evitato l'uso concomitante di diuretici, in particolare di quelli che possono causare ipopotassiemia. Il farmaco inibisce il metabolismo degli antidepressivi triciclici, aumentandone quindi i livelli plasmatici. Altre forme di interazione: in rari casi, durante l'uso concomitante di litio e aloperidolo decanoato, sono stati riportati i seguenti sintomi: encefalopatia, sintomi extrapiramidali, discinesia tardiva, sindrome neurolettica maligna, disordini del tronco encefalico, sindrome cerebrale acuta e coma. La maggior parte di questi sintomi erano reversibili. Rimane controverso se tali sintomi siano correlabili alla co-somministrazione o se siano invece la manifestazione di un distinto episodio clinico. Non di meno, si raccomanda che, in pazienti in trattamento contemporaneo con aloperidolo e litio, la terapia venga immediatamente interrotta qualora compaiano i suddetti sintomi. E' stato riportato antagonismo dell'effetto anticoagulante di fenindione.
POSOLOGIA
L'uso del prodotto e' limitato a pazienti psicotici cronici, adulti che richiedano un trattamento antipsicotico parenterale, di lunga durata. Questi pazienti dovrebbero essere precedentemente stabilizzati con una terapia antipsicotica prima di considerare una conversione al farmaco. Il medicinale permette di offrire alla maggior parte dei pazienti un mese di terapia con una sola somministrazione per iniezione i.m. profonda. Il farmaco non va somministrato per via e.v.. Poiche' somministrazioni i.m. di volumi superiori a 3 ml possono provocare disagio nel paziente, si sconsiglia l'impiego di tali volumi. Poiche' la risposta individuale ai neurolettici e' variabile il dosaggio deve essere determinato individualmente sotto stretta osservazione medica. La dose individuale iniziale dipendera' sia dalla gravita' della sintomatologia, sia dalla dose orale che era necessaria al mantenimento del paziente prima di iniziare il trattamento depot. Si raccomanda che la dose iniziale del farmaco corrisponda a 10-15 volte la precedente dose giornaliera orale di aloperidolo. Per la maggior parte dei pazienti la dose iniziale e' compresa tra 25 e 75 mg di aloperidolo decanoato. Si consiglia di non superare la dose iniziale di 100 mg. A seconda della risposta individuale del paziente la dose puo' essere gradualmente aumentata di 50 mg fino ad ottenere l'effetto terapeutico ottimale. Durante l'aggiustamento della dose o in corso di episodi di esacerbazione dei sintomi psicotici, la terapia col farmaco puo' essere completata con Haldol. La dose mensile piu' appropriata di aloperidolo decanoato e' circa pari a 20 volte quella quotidiana orale di aloperidolo. Nei casi di media gravita' e' di solito sufficiente una dose di 1-3 ml del farmaco (= 50 - 150 mg di aloperidolo) ogni 4 settimane; nei casi gravi e' spesso necessario iniettare dosi superiori (fino a 6 ml = 300 mg di aloperidolo). Nei rari casi in cui si riveli necessaria una dose superiore a 6 ml, e' possibile o aumentare la dose o ridurre l'intervallo tra le somministrazioni. Uso in pazienti anziani ed in pazienti debilitati: la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovra' valutare un'eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. E' consigliabile una dose iniziale di 12,5-25 mg ogni 4 settimane, da aumentare solamente in accordo alla risposta del paziente.
PRINCIPI ATTIVI
70,52 mg di aloperidolo decanoato.

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